Si pretende sempre di piu dal gioco d’azzardo

Insieme a tantissimi altri problemi o problematiche che il nostro Governo in questo periodo è chiamato ad affrontare e possibilmente a risolvere non vorremmo vedere ancora una volta bersagliato con un aumento di Preu il mondo del gioco d’azzardo: questo sarebbe veramente un “obbligare tante aziende a chiudere e quindi licenziare personale e quindi, una catastrofe per moltissime famiglia. Diciamo questo perchè da più parti nascono voci su questo aumento, sopratutto quando si parla e si riparla dell’IMU: mancano le risorse per risolvere il problema del pagamento dell’IMU e quindi si parla ovviamente di aumenti in tanti settori e perchè no anche nel settore del gioco pubblico.

Qualche anno fa esattamente nel 2009- gli operatori avevano preso “buona nota” e creduto nel sistema della tassazione sui giochi effettuata dal sottosegretario all’Economia e delegato ai giochi, Alberto Giorgetti, che introdusse un meccanismo premiante per la disciplina delle imposte sulle slot machine: partendo da un prelievo base del 12,6% la legge stabiliva che per ogni anno solare i gestori ottenevano uno sconto sulla tassazione in base all’aumento della raccolta, se risultava maggiore rispetto al 2008 -preso come riferimento- sulla base dell’entità della crescita. Un ottimo stratagemma poiché era impossibile pensare ad un rialzo del Preu rischiando altrimenti di far ricadere il comparto nell’illegalità. Ora invece si mira ad aumentare il Preu condannando così il gioco legale… a morte certa. A volte per fare bene, basterebbe voltarsi indietro per far bene guardando il futuro, ma temiamo che siano parole, purtroppo, gettate al vento.